Archive for the 'Lavoro' Category
Giocando con i colleghi di un corso…
… saltano fuori risate. Sorrisi.
E la voglia di sognare un lavoro che, forse, un giorno, diverrà realtà .
Stavo…
Oggi stavo ripensando.
Ripensavo a quanto mi fai schifo.
Ripensavo a quanto mi fa pena lei.
E ho scoperto parole, gesti di persone che probabilmente davvero ci tengono a me (nonostante tu sia arrivato anche a sostenere il contrario), e avevano ragione. E io? Sorda ai loro consigli allontanavo il pensiero di quelle lame.
Eppure.
Ho aperto gli occhi. Dio se sto bene da qualche mese a questa parte.
Perchè so che passi di qui a leggere.
Perchè se un minimo ti conosco vorresti leggere che sto male per te.
E invece sbagli. Io non sto male per te. Non sono stata male per te nemmeno quando hai deciso di scomparire. Nel nulla.
Anzi. Ti ringrazio quasi per averlo fatto.
Per avermi liberato da un peso che molti avevano capito, e che io non avevo il coraggio di lasciare andare.
La sai una cosa? Mi hai rovinato la vita. Non in senso letterale del termine. Ma mi hai fatto buttare nel cesso quasi due anni di vita per… per niente. Per un po’ di rancore che mi spinge a scriverti queste parole?
Forse perchè ho deciso di non lasciare il vecchio Blog. Forse proprio perchè, in questo modo, capirai come IO non abbia paura di espormi nel parlare.
Ed un giorno capirai la persona che sei.
Un giorno ti rovinerai la vita da solo… e io, riderò di te. Del tuo mondo. Della tua intera vita.
Non per dolore. No.
Per indifferenza. Ecco cosa provo. Indifferenza nei tuoi confronti ed in tutto ciò che ti circonda. Ma siccome ho bisogno di scrivere, ti uso come capro espriatorio di questa mia mania di pigiare tasti freneticamente.
… Ad oggi vorrei tornare indietro nel tempo. A maggio. Quando ho deciso di dare le dimissioni da Disneyland. In parte anche per te.
Vorrei tornare indietro, perchè non rifarei lo stesso errore. Non più.
Rido.
Rido di te.
Rido di “noi”. O meglio, rido di quel tuo “Io e Lei”.
Rido.
Mi sento viva. Mi sento viva e so di esserlo.
Chiudiamo e tranciamo ponti che non reputo interessanti. Che non reputo meritevoli. Tu. Sei il primo.
Ritorno al passato?

E’ un pensiero che mi sta frullando in testa da un paio di settimane.
E’ un pensiero strano, perché già so che tanto, non lo farò mai. Ma…
Vorrei tornare a vivere a Parigi.
Vorrei tornare a sentirmi libera. Dai pensieri. Dai casini.
Dover pensare ad andare a lavoro, a fare bene il mio lavoro, tornare al residence e riposarmi. Uscire, se avevo voglia, giocare, chiamare qualcuno, o stare semplicemente da sola a casa, a fissare il nulla, a pensare a niente.
Ma. Ma sono tornata.
E sono ancora convinta che ci sia qualcosa, o qualcuno, che mi trattiene qui in Italia.
Ma resta la paura; la paura di decidere d’impulso. La paura di fare quello che non farei se ci ragionassi sopra almeno qualche minuto.
E mi manca Parigi.
E mi manca Disneyland.
Mi manca tutto, o forse, mi manca solo sentirmi libera di pensare e vivere senza dover rendere conto a nessuno delle mie azioni.
E penso.
E scrivo.
E … e non riesco nemmeno a scrivere come vorrei. Quello che vorrei.
Riprenderò domani.
Adesso, potrei convincermi a fare una telefonata di troppo. A prendere 25 euro, ed un treno di troppo.
E… non posso farlo.

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